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www.wecreates.eu - 27.12.2011

Uno psichiatra ci aiuta a conoscere i figli
attraverso il linguaggio

IL TIRRENO

GIOVEDÌ, 05 GENNAIO 2012
Pagina 5 - Pisa

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Il ricavato della vendita verrà devoluto a Medici senza frontiere

amministratore | 5 Gennaio, 2012

PISA. È tutto nato per caso. Chi di noi non ha fotografato i figli, scritto storie per loro, raccolto in un taccuino le espressioni più belle, le parole storpiate, le trovate che ci hanno stupito o divertito? Roberto Cappuccio, noto psichiatra e psicoterapeuta pisano, degli appunti raccolti quasi per gioco sulle battute della figlia (oggi adolescente), dei nipotini e della prole di amici, ne ha fatto un interessante libro.

Un’opera che in questi giorni è al vertici sul web della classifica del sito «Il mio libro», del gruppo Repubblica. Il lavoro è uscito a settembre e si intitola «Mi facete vedere? Una bambina alla scoperta del mondo, ovvero tutto quello che vi verrà chiesto dai figli e che non avete mai osato immaginare»: i diritti d’autore vanno all’associazione Medici senza frontiere, di cui lo psichiatra è sostenitore.

Il libro prende appunto le mosse da una personale esperienza di paternità, per ricostruire le fasi salienti dello sviluppo cognitivo e affettivo del bambino, dall’esperienza del linguaggio, al rapporto intrinseco con i genitori, fino alla formazione del sé.

Una sorta di «Io speriamo che me la cavo», che ha come fulcro appunto il linguaggio, argomento di studio psicologico e di aiuto nel difficile mestiere di genitore. La parte introduttiva e la chiusa del libro contengono gli aspetti più dottrinari e teorici: indagano il binomio famiglia-società moderna, con i relativi cambiamenti evolutivi dei ruoli genitoriali e offrono termini di paragone sui sistemi educativi che si sono avvicendati nel corso degli anni, da quello autoritario del primo Novecento, fino a quello permissivista, talvolta amicale dei giorni nostri. In tutto il testo si trovano varie chiavi di lettura, per abbordare una prospettiva moderna e attuale sul difficile compito di coniugare affetto e insegnamento, nel percorso educativo che ogni genitore è chiamato a intraprendere.

libro mi_facete_vedere

Un testo accessibile alle più svariate tipologie di utenti, dai neogenitori agli educatori, dai lettori deboli a quelli forti. Un testo insomma per tutti, divulgatico, semplice. La prosa, immediata e diretta, scandaglia il comportamento infantile facendone un quadro lucido e utilissimo, a metà strada fra il compendio educativo e il racconto autobiografico. Insomma una sorta di antologia dell’infanzia al femminile, costruita seguendo un percorso narrativo-affettivo, oltre che scientifico, che può rivelarsi illuminante per padri e madri alle prese con contesti sociali sempre più ardui. L’approccio divertente mette in luce un preciso puzzle di esperienze dirette, accompagnando le lucide riflessioni di psicologia infantile che fanno da collante all’intera esperienza linguistica della protagonista, Claudia, figlia di ben due psichiatri, l’autore ed Ellena Pioli, e per questo ammirevole nella capacità di resistenza filiale. L’autore smentisce anche un luogo comune della pedagogia che parlerebbe di assenza di umorismo nei bambini. Spesso insegnanti ed educatori invitano ad evitare l’ironia sostenendo che i bambini sono incapaci di apprezzarne le sottigliezze. All’ironia Cappuccio dà invece molto spazio partendo proprio da una frase di Claudia che, svegliandosi, una mattina, a 3 anni, dà al padre un pannolone usato dicendo: «Tieni questo regalo pisciato»...

I grandi dormono in due e io che son piccolo da solo

PISA. Ecco alcune delle frasi dette dalla protagonista e da altri bambini ed esaminate nel libro per argomenti.

Rapporto col seno. A 3 anni e mezzo: «Le puppe sono come le bottiglie»?, «Voglio una spremuta di puppe».

Demolizione della teoria dell’invidia penis di Sigmund Freud. Prima di compiere 3 anni, osservando il papà, Claudia raggiunge una prima e definitiva certezza: «Tu non ce l’hai la passerina»!

Curiosità sessuali. Mario a 4 anni, osservando la cuginetta: «Cinzia non la può fare la pipì, non ce l’ha il pipi»!

Lettone e conflittualità. A 4 anni e mezzo: «Papà, se non mi riporti subito nel lettone non sono più tua figlia, sono figlia di mamma»! Bambino di 6 anni: «Ma se voi che siete grandi dormite insieme, perché io che sono piccolo devo dormire solo»?

Ansia da separazione. A 4 anni e mezzo: «Quando voi state per morire dovete prendere questi foglietti, sennò non vi ricordate del mio disegno».

Crescita: «Ho 13 anni, devo avere gli arretrati della paghetta dai 9: fanno 3 euro a settimana...». A 11 anni, conversazione con un’amica: «Non glielo posso più dire che mi sento male per non andare a scuola, non ci credono più. È andata bene i primi 2 o 3 anni, ma poi hanno capito».

Genitori e sesso. A 8 anni: «Quante volte avete fatto sesso. Fate sesso nudo»?; «Perché mi avete fatto nascere»?

Orgoglio di identità di genere: «Meno male che sono femmina»!

Il libro è in vendita a 11 € sul sito: www.ilmiolibro.it
oppure http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=630402
Saggistica
Prima edizione: 9/2011
Seconda edizione: 11/2011
Pagine: 176
Formato: 15x23

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